Questa volta ha vinto la Samp.

Enfants Terribles ha vinto il Grand Prix degli NC Awards 2019 con il progetto “IO POD, E TU?” per Dash PODS. Che io ricordi è la prima volta che un’agenzia indipendente si aggiudica un premio così importante. Ma che io ricordi è anche la prima volta che un’agenzia indipendente lavora per un brand come Dash.

Pubblico lo speech che ho fatto davanti alla giuria composta da direttori marketing, il 13 maggio, perché spiega meglio di qualsiasi altra cosa il significato di questa vittoria, che per la nostra agenzia è importantissima.

Ma non solo per la nostra agenzia.

A mio parere questa vittoria è importante per tutte le agenzie indipendenti italiane, perché significa che nonostante la globalizzazione in atto, nonostante lo strapotere dei network pubblicitari e delle consultancies, le cose che contano di più in questo mestiere rimangono pur sempre le idee e i risultati. E dimostra anche che un’agenzia indipendente come la nostra può portare al successo un brand iconico come Dash.

Non posso nemmeno provare spiegarvi la mole immane di sacrifici che si sono resi necessari per arrivare a tanto, posso solo citare il claim di una campagna con uno dei migliori insight di sempre: GOOD THINGS COME TO THOSE WHO WAIT.

Ecco lo speech del 13 maggio:

“Fra qualche giorno ricorre un anniversario che di certo ignorate: 22 maggio 1992, finale di Coppa dei Campioni, Barcellona contro Sampdoria. Il Barcellona è una squadra prestigiosa, abituata a quella ribalta, mentre la Samp è una squadra di provincia, quasi sconosciuta, e quel 22 maggio 1992 sarà la prima e unica volta che nella sua storia giocherà una partita così importante.
Ma come è stato possibile che la Sampdoria sia arrivata a tanto? E cioè, com’è riuscita a giocarsi una coppa che, tanto per dire, la Juventus sta cercando di vincere da 8 anni?
È stato possibile perché quell’anno si sono create una serie di combinazioni irripetibili. Il presidente della Sampdoria è un uomo intelligente e appassionato come Paolo Mantovani, l’allenatore è il carismatico Vujadin Boskov, quello di – rigore è quando arbitro fischia – in attacco ci sono i gemelli del gol Vialli e Mancini, a centrocampo gente del calibro di Toninho Cerezo, in difesa Vierchowod, in porta Pagliuca. Tutta gente che di lì a poco prenderà strade diverse, ma quel 22 maggio sono tutti lì, insieme, e vestono la maglia della Samp.
Questa campagna, allo stesso modo, è il frutto di una serie di combinazioni magiche che hanno fatto sì che un’agenzia indipendente come la nostra potesse confrontarsi con un brand come Dash, con la consapevolezza di avere davanti l’occasione della vita, quella in cui non puoi sbagliare niente.
THE BIG OPPORTUNITY.
Ma quella vera, questa volta 🙂
E il destino ha voluto che noi non sbagliassimo niente, perché quella che avete davanti è una delle campagne più di successo dell’anno. Lo dimostrano i risultati.
Quel 22 maggio la Samp giocò alla grande ma perse ai tempi supplementari, al 112′, su un calcio di punizione fortissimo di Ronald Koeman, uno dei tiri più potenti della storia del calcio, ben 188 km/h.
Questa volta dipende da voi: non fate vincere i soliti Barcellona, questa volta fate vincere la Samp”

Ringrazio innanzitutto il creativo polivalente Roberto Ramaglia, ideatore della campagna, poi tutti quelli che insieme a me hanno saputo posarla a terra con passione, pazienza e intelligenza: i miei due soci Valerio e Riccardo, la Anto, Giulia, e anche Marta che c’era all’inizio. Poi tutti i ragazzi di Hallelujah che l’hanno fatta diventare digital: Michele, Laura, Laura, Chiara e Annalisa. E non ultimi, anzi, più di tutti quelli che nel frattempo si sono battuti giorno dopo giorno, su sfide ancora più difficili e faticose: Simo, Giuseppe, Alessia, Federica.

Ringrazio la casa di produzione Made, che come sempre ci ha inseguito nell’ennesima impresa impossibile, e quindi Angela e Nicoletta.

Ringrazio Procter&Gamble per la grande opportunità che ci ha dato, e quindi Carlo, Veronica, Alberto, Serena, Clemente, Rodolfo, Claudio. E per i dodici anni di scuola in cui ci hanno trasformato da quella boutique creativa che eravamo, in una piccola e gioiosa macchina da guerra che sa combinare creatività e risultati.

WARNING.
I CINICI SONO PREGATI DI INTERROMPERE LA LETTURA QUI.

E infine ringrazio 3 persone che so io.
Alle prime due non posso raccontare di questa gioia professionale, perché la prima non c’è più e la seconda non capirebbe, mentre alla terza posso dire che non sono felice perché oggi ho vinto un premio così importante, ma probabilmente ho vinto un premio così importante solo adesso perché oggi sono felice.

Comments (14)

  1. Ciao Mizio,
    è un po’ che ti seguo e da ex professionista delle agenzie, leggere la tua passione, il tuo acume e la tua passione, mi fa tornare voglia delle agenzie e di quel clima.
    Complimenti vivissimi.

  2. ciao! Sono finito su questo bellissimo post grazie ad una condivisione sul gruppo Facebook “Un posto al copy”. Il racconto della vittoria mi ha affascinato un sacco. Le piccole che battono le blasonate mi emozionano sempre, Leicester insegna. E poi sì, quella finale me la ricordo.
    Complimenti per la vittoria!

  3. Salvatore Sagone

    Bellissimo post caro Mizio. La passione e la sincerità delle tue parole hanno snz’altro Fatto breccia nel cuore dei giurati. Ma, soprattutto, ha vinto la forza della campagna. In questo caso la Samp ha imbucato la palla all’incrocio dei pali con una rovesciata, e s’è portata a casa la Coppa. Bravi!

  4. Davide Rosi

    Grande! E ho letto tutto nonostante mi avessi pregato di non farlo. 😉
    Dovrei anche dire Proud to be your friend ma mi pare un po’ eccessivo. Quindi la chiudo qui.

  5. Pietro Maestri

    Fantastico lavoro. Fantastico team e fantastica storia. Poi amo molto i paragoni con eventi storici o sportivi.
    Scrivi, pensi e lavori molto bene caro Mizio.
    Grande stima per chi si muove così in un ambiente, come il nostro, in cui invece spesso vediamo gente che si pone da sola sul piedistallo e si vende come se avesse vinto 10
    Champions. Invece al massimo ha vinto un paio di amichevoli, celebrandole sotto i riflettori come se fosse Messi. Si, mi piacciono i bravi giocatori che si fanno il mazzo e non mi piacciono le sole ( alla romana ) che si credono Federer. Così non si parla solo di calcio.

  6. Grazie, da una che per un po’ ha viaggiato in serie A con un’agenzia minuscola che oggi non c’é piú.

  7. Non per il premio,
    non per la campagna,
    non per il successo,
    né per la ribalta.

    Ma per la passione,
    la resilienza,
    le emozioni che riesci a suscitare in chi ti legge
    e ancor di più a chi ha il privilegio di ascoltarti.

    Assumimi.

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